Quasi tutti gli ospiti arrivano a Castelnuovo Berardenga con un programma già scritto: Siena, il Chianti, magari San Gimignano. Il paese, in quel programma, non c'è. È un peccato, perché per capire dove siete finiti bastano due ore e nessuna macchina: si esce di casa in Via Berardenga e si comincia a camminare.
Il nome, e cosa dice
La Berardenga è il nome storico di questo pezzo di Toscana, e viene dai conti Berardenghi, la famiglia longobarda che nel decimo secolo controllava le terre tra l'Ombrone e l'Arbia. Il castello nuovo, quello che dà il nome al paese, fu costruito dai senesi nel Trecento in una posizione precisa: al confine tra il territorio di Siena e quello di Firenze, in una zona che per secoli è stata terra di scontro tra le due repubbliche.
È una cosa che si vede ancora. Andando verso nord si entra nel Chianti, con i castelli, le vigne fitte e i boschi. Andando verso sud si aprono le crete senesi. Il paese sta esattamente sulla linea, e questo spiega perché da qui si raggiunge tutto in mezz'ora.
La torre e il centro
Il centro storico è piccolo e si gira in poco tempo. Il segno più riconoscibile è la torre dell'orologio, che chiude la piazza principale: è quello che vedete arrivando da fuori, e il punto in cui ci si dà appuntamento. Attorno ci sono il bar, l'alimentari, la farmacia, qualche bottega e i ristoranti. Non è un centro storico da cartolina: è un centro storico in cui la gente fa la spesa.
La chiesa dei Santi Giusto e Clemente conserva opere di scuola senese e vale la sosta se la trovate aperta. Poi c'è il museo del paesaggio, che racconta come si è formato il territorio agrario che state per attraversare in auto: mezz'ora ben spesa prima di un giro nel Chianti, perché dopo si guarda fuori dal finestrino con occhi diversi.
Il parco di Villa Chigi Saracini
La cosa più bella del paese, però, è il parco della villa dei Chigi Saracini, all'estremità del borgo. È un giardino ottocentesco di impianto romantico, con cedri enormi, lecci, statue in pietra e viali che si aprono all'improvviso su una vista larghissima verso le colline. In estate è l'unico posto della zona in cui alle tre del pomeriggio si sta al fresco senza chiudersi in casa.
La passeggiata verso il tramonto
All'estremità del paese comincia una passeggiata panoramica che segue il bordo del colle. È piatta, corta e adattissima anche dopo cena: da un lato le case, dall'altro le colline che scendono verso la valle dell'Ombrone. Al tramonto, tra maggio e settembre, la luce arriva bassa e arancione, e nel giro di dieci minuti cambia tre volte. È il motivo per cui vale la pena tenere la prima sera senza programmi.
Mangiare e fare la spesa
In paese ci sono alimentari, panifici e ristoranti, tutti a piedi da casa. Il consiglio pratico, se restate più di due notti: fate la spesa qui il primo giorno, perché la cucina de La Casa di Virma è attrezzata sul serio e mangiare a casa con roba comprata in paese, alla fine, è uno dei ricordi che restano di più.
Se cercate qualcosa di più strutturato per la cena, San Gusmè è a meno di dieci minuti d'auto ed è il posto giusto per la prima sera. Se invece volete cominciare dal grande giro, la nostra scheda su Siena spiega dove parcheggiare e a che ora conviene arrivare.
Dormite dentro il paese, non fuori
La Casa di Virma è in Via Berardenga, nel centro storico: torre, parco e passeggiata sono tutti a piedi, e la sera l'auto resta parcheggiata.