Il Palio di Siena: il palco dei giudici, i drappelloni e la folla in Piazza del Campo
Il palco dei giudici e la folla in Piazza del Campo, nel giorno del Palio. Foto: ciocci · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

La prima cosa da capire sul Palio è che non è un evento. Un evento comincia e finisce. Il Palio, per un senese, è una struttura permanente: la contrada in cui è nato, quella in cui si sposerà, quella in cui verrà battezzato suo figlio. La corsa dura ottanta secondi, ma è la punta di una cosa che dura tutto l'anno.

Le contrade

Siena è divisa in diciassette contrade, ognuna con un territorio preciso dentro le mura, un nome, dei colori, una chiesa, un museo, una fontanella battesimale e una sede. Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre, Valdimontone. Passeggiando per la città si vedono le targhe agli angoli delle strade che segnano dove finisce una e comincia l'altra.

Alla corsa partecipano dieci contrade su diciassette: le sette che non hanno corso il Palio corrispondente dell'anno precedente, più tre estratte a sorte. Questo è il primo motivo per cui il Palio non è una gara sportiva normale: non ci si iscrive, si viene sorteggiati.

Le due date

Il Palio si corre due volte l'anno. Il 2 luglio è il Palio di Provenzano, dedicato alla Madonna di Provenzano. Il 16 agosto è il Palio dell'Assunta. Sono due corse indipendenti, con estrazioni e cavalli diversi.

Ma i giorni interessati sono molti di più. Nei quattro giorni precedenti si corrono le prove, due al giorno, e la città si riempie di bandiere, cene all'aperto nelle strade delle contrade, tamburi e prove degli sbandieratori. Chi capita a Siena in quel periodo senza sapere niente si trova dentro qualcosa che non aveva messo in conto.

Il giorno della corsa

Il 2 luglio e il 16 agosto la giornata è scandita da riti fissi: la messa del fantino, la benedizione del cavallo nella chiesa della contrada, il corteo storico nel pomeriggio, che dura circa due ore ed è parte integrante della cosa. La corsa vera e propria si tiene nel tardo pomeriggio e consiste in tre giri di Piazza del Campo.

Il centro della piazza è gratuito e si riempie ore prima: chi entra non esce più fino alla fine, sotto il sole, senza servizi. I posti sui palchi e alle finestre sono a pagamento, gestiti dai privati, e vanno cercati con largo anticipo.

Se venite in zona nei giorni del Palio, mettete in conto che a Siena cambiano traffico, parcheggi, orari dei negozi e disponibilità dei ristoranti. Organizzatevi con settimane di anticipo, non con giorni.

Andare o non andare

Onestamente: se avete bambini piccoli o non amate la folla compatta, il giorno della corsa non è la vostra giornata. In quel caso il consiglio è di andare a Siena nei giorni delle prove, che sono più tranquilli e permettono comunque di vedere la piazza allestita, la terra battuta sul tufo e le contrade in attività.

Se invece volete provarci, la scelta migliore è arrivare presto la mattina, girare la città, entrare in piazza nel primo pomeriggio e mettere in conto quattro o cinque ore in piedi.

Dormire fuori città

Nei giorni del Palio Siena è piena e i prezzi salgono. Castelnuovo Berardenga è a ventidue chilometri, poco meno di mezz'ora, e la sera si rientra in un paese in cui non succede nulla. Per il resto dell'anno, l'itinerario classico è quello che raccontiamo nella guida a Siena in un giorno.

Le date sono fisse e non cambiano, ma orari, regolamenti e modalità di accesso sono stabiliti ogni anno dal Comune e dalle contrade: prima di partire, controllate i canali ufficiali del Comune di Siena.

A mezz'ora dalla piazza, e dal silenzio

Nei giorni del Palio, dormire fuori Siena è la scelta pratica. Da Castelnuovo Berardenga si scende in città in mezz'ora e si torna a dormire in un borgo.