L'anfiteatro del Parco Sculture del Chianti con le sculture bianche sulle gradinate
L'anfiteatro del parco, a Pievasciata. Foto: Francesco Bini · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

C'è un problema pratico che conoscono tutti quelli che viaggiano in Toscana con dei bambini: dopo il secondo museo, la terza chiesa e il quarto centro storico, la giornata si trasforma in una trattativa. Il Parco Sculture del Chianti risolve la cosa in modo semplice, spostando l'arte fuori, in un bosco, dove si può camminare e parlare a voce normale.

Com'è fatto

Il parco si trova a Pievasciata, nel territorio comunale di Castelnuovo Berardenga anche se dalla parte opposta rispetto al capoluogo: da casa sono poco meno di trenta minuti d'auto, su strade che curvano parecchio.

Il criterio con cui è nato è quello che lo rende diverso da una collezione qualsiasi. Gli artisti sono stati invitati a visitare il bosco, a scegliere il loro punto, e a realizzare un'opera pensata per quel punto e per nessun altro. Il risultato è che le sculture non sono appoggiate al paesaggio, ci discutono: usano il pendio, la luce che passa tra i lecci, i suoni, la posizione del sole a una certa ora.

Il percorso

Il sentiero è un anello di circa un chilometro, con fondo naturale e qualche saliscendi facile. Gli artisti vengono da paesi molto diversi e i materiali cambiano di continuo: pietra, acciaio, vetro, legno, neon. Alcune opere sono monumentali, altre si notano solo se ci si ferma.

Dentro il parco c'è anche un anfiteatro all'aperto, usato d'estate per concerti e spettacoli serali. Se capitate qui in luglio o agosto, vale la pena controllare il programma prima di decidere la giornata.

Sculture bianche disposte sulle gradinate erbose dell'anfiteatro del Parco Sculture del Chianti
Le gradinate dell'anfiteatro, usato d'estate per concerti e spettacoli. Foto: Francesco Bini · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Perché funziona con i bambini

  • Si cammina, non si sta fermi in fila.
  • Non ci sono sale in cui abbassare la voce.
  • Le opere sono grandi, colorate e si possono girare intorno.
  • Il percorso è corto: un'ora e mezza con calma, non si arriva al punto di rottura.
  • In estate si sta all'ombra, che nella Toscana di luglio non è un dettaglio.

Quando andare, cosa portare

L'apertura è stagionale e gli orari cambiano nel corso dell'anno, quindi la prima cosa da fare è controllare il sito ufficiale. L'ingresso è a pagamento.

Per il resto: scarpe chiuse, perché il fondo è quello di un bosco vero; acqua, soprattutto in estate; e un repellente per zanzare, che nei mesi caldi in mezzo agli alberi serve davvero. La mattina presto e il tardo pomeriggio sono i momenti migliori, sia per la luce sia perché ci si sta più freschi.

Da Pievasciata si prosegue facilmente verso il Chianti settentrionale, oppure si rientra passando per Vagliagli. In entrambi i casi la strada del ritorno vale come seconda parte della gita.

E se piove

Il parco è all'aperto e con la pioggia forte non ha molto senso. In quel caso, l'alternativa culturale al coperto più vicina è Siena: la nostra guida in un giorno spiega come organizzarla in modo che i musei coprano le ore peggiori.

Mezz'ora di strada, e il resto della giornata libero

Da Castelnuovo Berardenga il parco è a poco meno di trenta minuti. Con una casa a novantacinque metri quadri come base, il pomeriggio si può anche non programmarlo.