Il Chianti non è una regione amministrativa: è una zona che si riconosce guidando. Vigne piantate a rittochino, boschi di leccio, case coloniche in pietra, e ogni cinque o sei chilometri un castello. Da Castelnuovo Berardenga ci si entra subito, e questo itinerario si fa comodamente in mezza giornata.
Prima tappa: Brolio
Tredici chilometri, poco più di venti minuti. Il Castello di Brolio è la tappa che vale il viaggio anche da sola: appartiene alla famiglia Ricasoli da quasi novecento anni, e l'aspetto attuale, in mattoni rossi e forme neogotiche, è opera ottocentesca di Bettino Ricasoli, il barone che dopo Cavour fu Presidente del Consiglio del Regno d'Italia.
Lo stesso Bettino, in una lettera del 1872, mise per iscritto la formula del Chianti: sangiovese come base, canaiolo per ammorbidire, un po' di malvasia per i vini da bere giovani. È una delle poche volte in cui si può dire con precisione dove e quando è nato un vino. Si visitano i giardini, la cappella e il camminamento sulle mura, da cui la vista arriva fino alle crete.
Seconda tappa: Meleto e Gaiole
Da Brolio si scende verso Gaiole in Chianti, uno dei tre comuni storici del Chianti Classico insieme a Radda e Castellina. Poco prima si incontra il Castello di Meleto, un'altra fortificazione medievale trasformata in residenza, con una facciata inconfondibile e le sue torri cilindriche.
Gaiole in sé è un paese di fondovalle, senza il fascino dei borghi arroccati: ci si ferma per pranzo e per la spesa. Ma è il punto da cui partono le strade bianche più belle della zona, quelle che una volta l'anno si riempiono di biciclette d'epoca per L'Eroica.
Terza tappa: le pievi
La parte che quasi nessuno mette in programma, e che invece è la più bella, sono le pievi romaniche. Sono chiese di campagna dell'undicesimo e dodicesimo secolo, in pietra, senza decorazioni, spesso isolate in mezzo ai campi. La Pieve di Spaltenna, sopra Gaiole, e quella di San Polo in Rosso sono due esempi facili da raggiungere.
Molte sono aperte solo in certi orari o in occasione delle funzioni. Non è un problema: anche da fuori, con l'abside che guarda le vigne, dicono già quasi tutto.
Quarta tappa: Castello di Ama
Se avete ancora tempo e vi interessa l'arte contemporanea, il Castello di Ama, sopra Lecchi in Chianti, ospita una collezione di opere realizzate da artisti internazionali direttamente negli spazi dell'azienda e del borgo. Le visite vanno prenotate e hanno orari precisi: non è un posto in cui si arriva all'improvviso.
Come organizzare la giornata
- Partenza da Castelnuovo Berardenga verso le nove e mezza.
- Brolio in mattinata, con visita ai giardini e alle mura.
- Pranzo a Gaiole in Chianti o in una delle aziende lungo la strada.
- Pomeriggio tra pievi e strade bianche, senza fretta.
- Rientro entro il tramonto: le strade del Chianti al buio sono strette e senza illuminazione.
Un'ultima cosa: se avete intenzione di fare degustazioni, mettete in conto chi guida. Le strade sono belle ma piene di curve, e i controlli in zona ci sono. In alternativa, esistono servizi di autista privato che si prenotano in anticipo.
A un quarto d'ora dal primo castello
Da Via Berardenga si è dentro il Chianti in quindici minuti. Si esce la mattina, si torna la sera, e in mezzo non si fanno chilometri inutili.