Un uomo raccoglie grappoli d'uva tra i filari di un vigneto toscano durante la vendemmia
La vendemmia in un vigneto toscano. Foto: Gabriele Cantini · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

In autunno la campagna toscana smette di essere un paesaggio e torna a essere un luogo di lavoro. Se venite tra metà settembre e fine novembre, vedrete i trattori sulle strade bianche, i cassoni dell'uva, il fumo dei fuochi di potatura e le reti stese sotto gli olivi. È un'altra cosa rispetto alle cartoline d'estate, ed è più interessante.

La vendemmia

Il periodo esatto cambia ogni anno con l'andamento della stagione, ma nel Chianti Classico il sangiovese si raccoglie in genere tra la seconda metà di settembre e i primi di ottobre. Le uve bianche e quelle destinate ai vini più freschi si vendemmiano prima.

Per chi visita, è il periodo migliore per andare in cantina: si vede l'uva entrare, si sente l'odore del mosto che fermenta, e chi vi accompagna ha molto più da raccontare di quanto ne abbia a febbraio. Va detto anche il rovescio: proprio perché stanno lavorando, molte aziende riducono la disponibilità per le visite. Prenotate con anticipo.

L'olio nuovo

La raccolta delle olive comincia in genere alla fine di ottobre e prosegue per tutto novembre. È un lavoro lento, fatto con reti, pettini e raccoglitori a mano, e nelle giornate limpide di novembre gli oliveti sono pieni di gente.

L'olio nuovo, quello appena franto, ha un colore verde intenso e un gusto amaro e piccante che sorprende chi è abituato agli oli da supermercato: quel pizzicore in gola è il segno dei polifenoli, non un difetto. Diversi frantoi della zona in questo periodo aprono al pubblico, e la bruschetta con l'olio appena uscito è una di quelle esperienze che valgono da sole un viaggio.

Il tartufo

Le crete senesi sono zona di tartufo bianco, e l'area di San Giovanni d'Asso è la più nota: nei mesi della raccolta, tra ottobre e novembre, ospita iniziative dedicate. Il tartufo bianco è caro e va comprato da chi conosce, ma anche solo assaggiare un piatto di tagliolini in stagione, in un'osteria della zona, è un'altra cosa rispetto al resto dell'anno.

Il calendario esatto delle manifestazioni autunnali cambia ogni anno. Sagre del tartufo, feste dell'olio nuovo, castagnate e mercati sono comunicati con poco anticipo dai comuni e dalle associazioni: chiedeteci cosa c'è nei giorni del vostro soggiorno.

I colori, e la luce

Il bosco del Chianti è misto: lecci sempreverdi, ma anche querce, castagni e aceri che tra fine ottobre e novembre virano al giallo e al rosso. Le vigne, dopo la vendemmia, diventano rosso rame. Le crete, dopo le prime piogge, tornano verdi. E la luce si abbassa: le foto di novembre, qui, sono le migliori dell'anno.

Il meteo e la logistica

Settembre è ancora estivo, con giornate calde e sere fresche. Ottobre è mite ma piovoso a tratti. Novembre è freddo, con nebbie mattutine nelle valli e giornate corte: il sole tramonta prima delle cinque. Servono strati, scarpe impermeabili e la disponibilità a rientrare presto.

In compenso: strade libere, città d'arte vivibili, ristoranti che vi trattano bene, e tariffe basse. In ottobre, a Gaiole, si corre L'Eroica, che è l'unico momento dell'autunno in cui la zona si riempie davvero.

Riscaldamento acceso, e olio nuovo in tavola

In autunno la casa è calda e il paese è tranquillo. È la stagione in cui gli ospiti restano più a lungo del previsto.