Filari di vigneto del Chianti Classico sulle colline, con un castello in lontananza
I vigneti del Chianti Classico attorno a Brolio. Foto: Eric Kilby · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

È la domanda che ci fanno quasi tutti gli ospiti, di solito la sera del secondo giorno, con una bottiglia in mano: che differenza c'è tra Chianti e Chianti Classico. La risposta è geografica prima ancora che enologica.

Due denominazioni diverse

Il Chianti Classico è prodotto in un'area delimitata tra Firenze e Siena, che corrisponde in buona parte alla zona storica del Chianti. Il Chianti, senza aggettivo, è una denominazione molto più ampia, che copre gran parte della Toscana centrale ed è suddivisa in sottozone.

Sono due denominazioni distinte, con disciplinari e consorzi diversi. Non è che una sia il livello base dell'altra: sono aree diverse con regole diverse. Il segno più semplice per riconoscere il Chianti Classico è il gallo nero, il marchio del consorzio, che compare sul collo della bottiglia.

Perché un gallo nero

La spiegazione tradizionale racconta di una disputa di confine tra Firenze e Siena risolta con una corsa: due cavalieri sarebbero partiti dalle rispettive città al canto del gallo, e il confine sarebbe stato fissato nel punto d'incontro. I fiorentini avrebbero scelto un gallo nero tenuto a digiuno, che cantò prestissimo, facendo partire il loro cavaliere molto prima. È una leggenda, non un documento, ma il gallo nero è rimasto come simbolo della zona da secoli.

Cosa c'è dentro

La base del Chianti Classico è il sangiovese, che nel disciplinare attuale deve costituire almeno l'ottanta per cento. Il resto può essere completato con altre uve a bacca rossa ammesse, tra cui vitigni tradizionali come il canaiolo e il colorino.

La ricetta storica, quella messa per iscritto da Bettino Ricasoli nel 1872 al Castello di Brolio, prevedeva anche una piccola quota di malvasia bianca per i vini da bere giovani. Le regole sono cambiate parecchie volte da allora, e oggi le uve bianche non sono più ammesse.

Annata, Riserva, Gran Selezione

  • Annata: la tipologia base, con un periodo minimo di invecchiamento più breve. È il vino da tavola quotidiano, spesso il più immediato e piacevole.
  • Riserva: richiede un invecchiamento minimo più lungo e parametri più stretti. Più struttura, più tannino, più capacità di attesa.
  • Gran Selezione: la tipologia introdotta più di recente, al vertice della piramide, con requisiti ancora più stringenti e uve provenienti dalla proprietà dell'azienda.
Non date per scontato che la Gran Selezione sia sempre la scelta giusta. Per una cena con i pici all'aglione, un buon Annata di un produttore serio funziona spesso meglio, e costa un terzo.

Come comprare senza sbagliare

Il consiglio più utile è anche il più banale: comprate in cantina o in un'enoteca del posto, e fatevi consigliare dicendo con cosa lo berrete e quanto volete spendere. Il rapporto qualità prezzo, comprando qui, è nettamente migliore di quello dei supermercati fuori regione.

Se volete assaggiare molti produttori in una volta sola, l'occasione migliore è la Rassegna del Chianti Classico a settembre. Per una visita in cantina in qualsiasi periodo, le aziende della zona di Brolio e Gaiole sono a un quarto d'ora da casa: si prenota e si va.

Le cantine cominciano a dieci minuti

Da Castelnuovo Berardenga si è dentro la zona del Chianti Classico in un quarto d'ora. E in casa c'è dove mettere le bottiglie che comprate.